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La Legge Regionale per limitare le "diossine" è stata approvata!!
17 Dic 2008 - 11:22:34
La Legge Regionale per limitare l’emissione di policorodibenzodiossine/furani in atmosfera è da oggi una realtà. La proposta di legge presentata da Sinistra Democratica – Taranto unitamente al consigliere regionale S.D. Michele Ventricelli al Governatore della Regione Puglia il 5 novembre scorso, è stata approvata in tarda serata dal Consiglio Regionale nella seduta del 16 dicembre. “Questa è una legge scritta dall’intera comunità – comunica in una nota stampa il responsabile provinciale per l’ambiente di Sinistra Democratica, Marcello Caracciolo - “per la prima volta a Taranto si è assistito alla riuscita di un processo altamente democratico che ha visto coinvolti attivamente diversi soggetti interessati alla tutela della salute e alla salvaguardia dell’ambiente, tra i quali voglio ricordare e ringraziare per le loro iniziative il Sindaco di Taranto Stèfano, il Vice Sindaco Cervellera, le associazioni ambientaliste tra le quali Peacelink, il Comitato per Taranto, Legambiente, l’A.I.L. gli iscritti al gruppo di Facebook - Salvare Taranto e la Puglia si può.. con una legge regionale - e le migliaia di cittadini che il 29 novembre scorso hanno manifestato per le strade di Taranto la loro indignazione per il disinteresse del governo centrale nei confronti di una comunità da sempre esposta ai veleni dell’industria.”
“Il 5 novembre scorso, Nichi Vendola scrisse sulla prima pagina della nostra proposta di legge una piccola dedica: “Insieme per amore di Taranto”, l’impegno è stato mantenuto, abbiamo posto fine ad una macroscopica contraddizione legislativa voluta e mantenuta dal centrodestra con il decreto legislativo 152/06 dell’allora Governo Berlusconi, con il quale si autorizza di fatto l’industria – ad eccezione degli inceneritori- ad osservare limiti scandalosi di concentrazione per le diossine nell’ordine di 10.000 nanogrammi per metro cubo, ignorando di fatto i limiti imposti dalla Comunità Europea e ribaditi nel Protocollo di Aarhus. “
“ Questo è solo il primo passo di un lungo processo di riqualificazione ambientale riguardante l’intera regione, posso già anticipare che nei prossimi giorni presenteremo ufficialmente in Regione una nuova proposta di legge con la quale disciplinare le emissioni nelle matrici aria, acqua e suolo, le emissioni diffuse negli ambienti di lavoro, le modalità di gestione di alcune attività ad alto impatto ambientale. Anche questa proposta di legge nasce da una stretta collaborazione sull’asse Comune di Taranto – Regione Puglia, le associazioni ambientaliste, il mondo della scienza e della ricerca e la cittadinanza.
Un nuovo modo di fare politica mettendo al primo posto la qualità della vita e la tutela dell’ambiente, binomio inscindibile per qualsiasi progetto di rilancio economico per il nostro territorio”.
“Ho assistito in questi giorni a giochi di prestigio da parte di alcuni esponenti del centrodestra, nel vano tentativo di giustificare la loro manifesta disaffezione politica per il territorio pugliese e di conseguenza per le sorti di migliaia di concittadini che, vittime dell’inquinamento, si ammalano quotidianamente. Disinteresse confermato dall’astensione al voto sia in Giunta che in Consiglio Regionale e dal numero incredibile di emendamenti presentati (oltre 120). Un vero peccato per Franzoso ed i suoi amici di coalizione, hanno perso un’occasione storica, i cittadini di Taranto e dell’intera Regione se ne ricorderanno a lungo”.
Insieme per amore di Taranto, scrisse Vendola – noi aggiungiamo, per amore della Puglia.

dal blog di marcello caracciolo

Link permanente al messaggio intero

http://lanuovasinistra.blogattivo.com/new-left-b1/La-Legge-Regionale-per-limitare-le-diossine-e-stata-approvata-b1-p54606.htm

Commenti

Commento di: Mario [ Membro ] Sito Web
Approvata la legge regionale contro le diossine
E l´opposizione si spacca. Approvata dopo un estenuante dibattito. Voto a favore anche dei consiglieri tarantini del centrodestra. E all´Ilva altri 2200 cassaintegrati. Il governatore annuncia: il prossimo obiettivo sarà la centrale di Brindisi
di Paolo Russo
La Regione impone all´Ilva l´abbattimento delle emissioni di diossina. Ieri il consiglio regionale ha approvato la legge che salva Taranto dai suoi veleni. Lo stabilimento siderurgico più grande e inquinante d´Europa sarà obbligato a ridurre drasticamente l´emissione di sostanze nocive per la salute e l´ambiente. Altrimenti la Regione avrà il potere di spegnere le sue ciminiere pericolose. \\\"Con questa legge cambiamo la storia dell´Italia - ha commentato, commosso il presidente Nichi Vendola - è uno dei giorni più belli della mia vita\\\", ha detto ieri al termine di una lunghissima maratona in consiglio regionale.

La \\\"sua\\\" legge è stata approvata da una maggioranza \\\"allargata\\\" perché la salute dei cittadini di Taranto e provincia ha spaccato l´opposizione. Infatti, oltre ai partiti del centrosinistra, hanno votato contro la diossina, anche i rappresentanti tarantini del centrodestra: Antonio Scalera (Udc) e Donato Salinari e Nicola Tagliente (Forza Italia). Si sono astenuti, invece, i rappresentanti del Pdl e delle civiche di destra che non sono stati eletti nei collegi in riva allo Jonio. Non hanno votato la legge, pur condividendone i principi. Il centrodestra pugliese, ha chiesto nei suoi emendamenti di anticipare di un anno la data limite per l´abbattimento della diossina. L´assessore all´Ecologia, Michele Losappio, non volendosi discostare dal cronoprogramma fissato su parametri scientifici dall´Arpa, ha detto no a questa proposta che non avrebbe consentito all´Ilva di avere i tempi tecnici necessari per adeguare i propri impianti alla nuova normativa. Un artificio politico, mascherato sotto forma di emendamento ambientalista, con il quale l´opposizione ha celato il proprio imbarazzo. La legge che salva Taranto dai veleni non è stata votata dal resto del centrodestra perché non gradita al ministro per l´Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che nei mesi scorsi ha difeso a spada tratta le prerogative dell´Ilva.

\\\"Norma a tutela della salute, dell´ambiente e del territorio: limiti alle emissioni in atmosfera di policlorodibenzodiossina e policlorodibenzofurani\\\". Questo il titolo del provvedimento approvata ieri dalla Regione. Ma a dispetto di questa lunga intestazione, la legge regionale, redatta dall´assessore all´Ambiente Michele Losappio, con il supporto tecnico dell´Arpa, è molto snella. Appena quattro articoli, ma - secondo il governo regionale - così forti da salvare Taranto dalla diossina e costringere l´Ilva, se inadempiente, a fermare il suo stabilimento. La legge obbliga il siderurgico di Taranto ad abbattere nel giro dei prossimi due anni le emissioni di diossina. In particolare il provvedimento impone al gruppo Riva due passaggi fondamentali: entro aprile del 2009, la concentrazione di veleni dovrà scendere sotto la soglia di 2,4 nanogrammi, una quota che l´Ilva, con i dovuti accorgimenti, sarebbe già in grado di rispettare già oggi. La seconda e ultima data chiave è quella del 31 dicembre 2010: nel giro dei prossimi due anni lo stabilimento siderurgico dovrà essere in grado di abbattere l´emissione della diossina e dei furani pericolosi per la salute umana al di sotto dei 0,4 nanogrammi, il limite imposto dal protocollo di Aarhus, la direttiva comunitaria mai recepita dall´Italia. Se lo stabilimento industriale del gruppo Riva non sarà in grado di rispettare queste soglie, e non dovesse riuscirci neanche entro due mesi dalla segnalazione di infrazione da parte dell´Arpa - la nuove legge darà la possibilità alla Regione di sospendere l´attività produttiva dell´Ilva.

\\\"Adesso che abbiamo messo al sicuro il futuro di Taranto- ha detto Vendola, rivolto ai consiglieri dei centrodestra - lavoriamo insieme perche il governo Berlusconi non ci neghi le risorse per bonificare dai fumi cancerogeni del passato la città\\\". Approvata la legge che disinnesca l´Ilva, il governatore ha già indicato il prossimo obiettivo: \\\"Salvare Brindisi dai veleni di Cerano\\\".
(17 dicembre 2008)

da:http://bari.repubblica.it/dettaglio/Approvata-la-legge-regionale-contro-le-diossine/1562972
   17.12.08 @ 11:27:49
Commento di: mario. [ Visitatore ]
Diossina, Regione vara legge
Opposizione si è astenuta



BARI - A maggioranza \\\"allargata\\\", con il voto favorevole anche dei consiglieri di opposizione Antonio Scalera (Udc), Donato Salinari e Nicola Tagliente (FI) e l’astensione degli altri esponenti del centrodestra, il Consiglio regionale della Puglia ha approvato stasera il ddl che contiene le norme per la tutela dell’ambiente e del territorio ed i limiti per le emissioni di diossina e furani. Il governo non ha accolto le richieste dell’opposizione, quindi no all’anticipazione della scadenza del 31 dicembre 2010 per la riduzione a 0,4 nanogrammi al 31 dicembre 2009; no all’aggiunta di uno step intermedio a partire dal 31 dicembre del 2009 e no alla costituzione di un comitato tecnico di sorveglianza per la vigilanza ed il monitoraggio degli interventi programmati.

Il governo ha sottolineato che la piattaforma di riduzione delle emissioni è stata realizzata da esperti e non era possibile ipotizzare alcuna modifica, perchè di difficile praticabilità. Il governo ha assunto l’impegno di valutare la possibilità di reperire le risorse utili al potenziamento delle attività del dipartimento di prevenzione della Asl di Taranto e per la realizzazione di opere e infrastrutture per il risanamento e la bonifica ambientale complessiva della città di Taranto.

“So che il voto favorevole al ddl potrebbe rappresentare un vulnus per la mia candidatura alla presidenza della provincia di Taranto - ha detto il consigliere regionale di Forza Italia Nicola Tagliente - ma se ciò dovesse avvenire, io ribadisco ancora di più la mia scelta che è una scelta senza se e senza ma, perchè preferisco la tutela della salute dei miei concittadini”. Anche il consigliere Donato Salinari (Fi) ribadisce il suo voto favorevole (“mi auguro che da qui possa partire il risanamento per la mia città”), così come Antonio Scalera (“con questa legge si è scritta una pagina importante nella storia di Taranto”).

Il consigliere Gianfranco Chiarelli invece ha preferito abbandonare l’aula al momento del voto dichiarandosi insoddisfatto per il mancato accoglimento degli emendamenti. “Ringrazio tutti i consiglieri per questa importante giornata per la Puglia - ha detto il presidente della giunta regionale Nichi Vendola concludendo i lavori - ma ringrazio in particolare i consiglieri dell’opposizione Tagliente, Salinari e Scalera che hanno dato il loro voto favorevole. Insieme abbiamo scritto una pagina molto dignitosa del consiglio”. Anche l’assessore al bilancio Michele Pelillo ha espresso il suo compiacimento per il voto favorevole dei consiglieri di minoranza, in particolare “una calorosa stretta di mano” al consigliere Tagliente.

da: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.php?IDNotizia=218226&IDCategoria=1
   17.12.08 @ 11:32:03
Commento di: mario. [ Visitatore ]
Vendola: dopo il caso-diossina a Taranto
affronteremo il caso-Cerano di Brindisi



BARI - ''L'ambiente è tutta la nostra vita. Facciamo tutti insieme questa battaglia. Credo che oggi la politica o guadagna questa riconciliazione con l’ambiente, oppure la politica non vale un fico secco”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, parlando con i giornalisti a margine della discussione di oggi, nell’aula del consiglio regionale pugliese, sul disegno di legge che prevede nel territorio pugliese una riduzione, rispetto ai livelli nazionali, di emissioni di diossina in atmosfera.

Commentando la posizione del centrodestra che è favorevole al disegno di legge e, anzi, propone di anticipare l’entrata in vigore dei limiti più rigidi di emissione di diossina in atmosfera da consentire, Vendola ha detto: “Oggi il centrodestra fa una rincorsa di tipo ambientalista: bene così. Se la contesa nel teatro della politica è a chi è più ambientalista io penso che abbiamo raggiunto un buon risultato. Mi fa piacere che non parli più il ministro Prestigiacomo, che io non venga più insultato dall’on.Franzoso, che siano finite le voci petulanti di un centrodestra che mi avevano rappresentato come un pazzo visionario, come colui che avrebbe fatto chiudere lo stabilimento dell’Ilva e avrebbe fatto mettere per strada migliaia di lavoratori”.

“Dico al centrodestra cimentiamoci insieme da subito: da domani – ha detto Vendola – c'è una nuova partita che si chiama Cerano, che si chiama carbone, che si chiama Brindisi. Vogliamo concordare tutti insieme per poter guadagnare una riduzione importante della produzione di carbone, un abbattimento delle emissioni inquinanti nella città di Cerano? Facciamo insieme questa battaglia. E poi la faremo su altri fattori inquinanti, sulle polveri sottili, la faremo come l’abbiamo fatta qui in Puglia sull'amianto, e poi facciamola sull'abuso dei pesticidi in agricoltura, sulla cementificazione selvaggia, sulla protezione della costa, sulla protezione dei corsi d’acqua”.

E al centrodestra che propone di utilizzare finanziamenti per la bonifica dell’area di Taranto sottolineando che ne sono stati persi tanti, Vendola risponde: “Parlano a vanvera. Intanto questo governo regionale, da me presieduto, per la prima volta, ha posto, di fronte al governo nazionale, quello Prodi e poi quello Berlusconi, la bonifica integrale dei siti inquinati di interesse nazionale di Brindisi e di Taranto e il nostro intervento ha impedito che nel terzo sito inquinato di interesse nazionale, quello di Manfredonia, partissero le sanzioni comunitarie perchè non erano stati cantierizzati quegli interventi di bonifica che noi abbiamo cantierizzato”. Seconda questione: “Su Brindisi – ha detto Vendola – abbiamo chiuso un accordo di programma che per la prima volta considera il tema della bonifica nella sua integralità, come un problema e un obiettivo complessivo e abbiamo chiesto al governo Prodi, al fotofinish, prima che cadesse, di fare la stessa cosa su Taranto”.
“Ora – ha continuato – chiediamo di rispettare gli impegni su Taranto, si tratta di definire un’area di alcune decine, centinaia, di chilometri quadrati su cui investire ciò che serve per un’opera complessiva di bonifica. Oggi la diossina che oggi stiamo per togliere riguarda il futuro, ma c'è la diossina che si è accumulata nel terreno, che viene da 30-40 anni fa, e che fa ammalare le persone. Allora dobbiamo occuparci anche di bonificare il passato e il presente”.

“E qui – ha detto Vendola – c'è la sfida alla quale chiamo tutti, centrosinistra e centrodestra, una sfida da fare al governo nazionale: dateci le risorse perchè Taranto come Brindisi sono due grandi questioni nazionali. Se si bonifica Taranto e Brindisi si restituisce a uno dei pezzi più pregiati del Mezzogiorno d’Italia il proprio splendore, il proprio diritto alla vita e allo sviluppo”.

da: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.php?IDCategoria=11&IDNotizia=218190
   17.12.08 @ 11:33:10
Commento di: mario. [ Visitatore ]
DDL DIOSSINE: VENDOLA, DIFESA AMBIENTE NON E’SOLO PER CONVEGNI
(AGI) - Bari, 16 dic. - “Negli incontri con Riva ho parlato di diritto alla vita - ha aggiunto Vendola - e’ un galantuomo di vecchio stampo, un uomo ottocentesco. Questo incontro impossibile e’ stato serio: abbiamo fatto un passo dopo l’altro, un’interlocuzione inedita. Non ho fatto il notaio, sulle carte ho sollecitato il contributo di esperti e tecnici. Sono nate 100 osservazioni, che hanno portato ad altre 8 ed al tavolo permanente. Abbiamo cominciato a nominare i veleni, lo abbiamo spinto ad aprire il primo centro Inail in una fabbrica con una geografia di rischi e pericoli notevole, specie per i ragazzi del subappalto. Con questa legge non risolviamo i problemi del passato e del presente, ma cominciamo a risolvere i problemi del futuro. Non e’ una legge estemporanea, nasce dopo che l’Arpa ha indicato il male e i rimedi per il male - ha insistito Vendola - al ministro Pecoraro Scanio ho posto che bisognava considerare lo scandalo della soglia consentita di diossine, proprio come hanno fatto i friulani per l’azienda di Lucchini. Tre volte sono stato insultato dal ministro Prestigiacomo e tre volte ho teso la mano, facciamo insieme questa battaglia, ho detto, salviamo insieme Taranto. La nostra legge non parla solo in salsa tarantina, vuole dare speranza alla Puglia e parlare all’Italia e all’Europa. Sta arrivando come uno tsunami la crisi mondiale e c’e’ chi pensa che l’ambiente vada messo da parte per dare da mangiare alle persone, ma come si puo’ piu’ mangiare se gli alimenti sono contaminati? Facciamo di Taranto e Brindisi l’oggetto di una contesa ambientale: colleghi del centrodestra e del centrosinistra sfidiamoci su questo terreno”.(AGI)
   17.12.08 @ 13:23:19
Commento di: spartaco innocenzi [ Membro ]
La diossina dell'Ilva a presto sarà debellata;ora,prepariamoci a debellare la diossina politica!
   17.12.08 @ 18:14:39
Commento di: spartaco innocenzi [ Membro ]
Diossina/ Il premio Nobel Al Gore sconvolto dopo l'inchiesta di Affaritaliani.it. Sarò a Taranto entro l'estate: "Il toro va preso per le corna"
   17.12.08 @ 18:35:18
Commento di: mario. [ Visitatore ]
Diossina, l´Ilva frena sui limiti \\\"Impossibile rispettarli subito\\\"
Fitto: \\\"Legge sbagliata, è una mossa solo politica\\\"
di Paolo Russo
Il ministro Fitto e la dirigenza Ilva: sono le uniche voci che si sono alzate contro la legge antidiossina. Ma il provvedimento di Vendola, che salva Taranto dai suoi veleni, non sarà impugnato dal governo Berlusconi. A sconfessare le voci che davano per imminente il ricorso alla Corte costituzionali contro il testo appena approvato dal consiglio regionale, è stato il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto.

L´ex governatore pugliese, che negli ultimi mesi ha portato alla Consulta numerose altre leggi di tutela ambientale della Regione Puglia, non vuole cadere in quello che considera un tranello politico. Non condivide il provvedimento che impone all´Ilva di abbattere le emissioni di sostanze nocive.

Giudica \\\"inefficace\\\" le legge che salva Taranto, la città più inquinata d´Europa, dai suoi veleni. Ma, almeno per il momento, non porterà davanti alla Consulta la legge voluta dal suo nemico politico per eccellenza. A sconsigliare al ministro di Maglie l´impugnazione immediata del provvedimento votato anche da un pezzo di Forza Italia, è una questione di opportunità: \\\"Questa è una legge che ha una chiara finalità politica - ha dichiarato ieri Fitto - la sinistra vuole scagliare la gente contro il governo\\\". Per questo il provvedimento antidiossina non dovrebbe essere impugnato. Il ministro Fitto si è riservato una valutazione più approfondita della legge.

Ma ieri ha anticipato: \\\"Da una lettura superficiale fatta anche con i ministeri competenti non mi sembra che ci siano grandi problemi di incostituzionalità\\\". Ciò che più teme l´ex governatore si chiama \\\"effetto boomerang\\\".
Dalla manifestazione che nelle scorse settimane ha portato in piazza decine di migliaia di tarantini al dibattito che ha preceduto il voto di due giorni fa, è emerso con evidenza che questa legge che impone all´Ilva l´abbattimento delle diossina ha unito tutti i pugliesi. Piace ed è stata votata dalla sinistra come dai consiglieri tarantini di Forza Italia che hanno disobbedito al ditkat imposto dallo stesso Fitto via telefono durante la pausa prima del voto finale in consiglio.

Anche i suoi fedelissimi del Pdl, traghettati da Rocco Palese, prima di astenersi hanno dichiarato il proprio apprezzamento nei confronti della legge e delle sue finalità. Chiedendo, addirittura, un improbabile anticipo dei termini entro i quali l´Ilva dovrà abbattere le emissioni di inquinanti. Una netta inversione di tendenza rispetto alle piccate dichiarazioni del ministro dell´Ambiente di Forza Italia, Stefania Prestigiacomo, esplicitamente contraria a questa legge della giunta Vendola. Per questo Fitto, ieri, ha bacchettato i suoi: \\\"Non ho molto condiviso la posizione dei gruppi regionali di opposizione in Puglia - ha detto - non si poteva consentire a chi vuole strumentalmente e demagogicamente fare questa battaglia di poter dire che l´approvazione di questa legge abbia rappresentato una giornata storica per la Puglia\\\".

Ma il ministro è stato lasciato solo in questa battaglia.
L´unica altra voce - a parte quella di Fitto - che ieri si è alzata contro il provvedimento antidiossina è stata quella dell´Ilva. Il gruppo Riva ieri ha espresso preoccupazione per il provvedimento che impone al siderurgico più grande e inquinante d´Europa di abbattere le emissioni di sostanze nocive. Ma per la dirigenza del siderurgico: \\\"I limiti alle emissioni di diossine così come indicati dalla legge approvata dal consiglio regionale sono tecnicamente irraggiungibili nei tempi stabiliti dalla stessa legge e questo preoccupa profondamente l´Ilva\\\".

L´Ilva considera prematura la scadenza del prossimo 31 marzo 2009, data entro la quale dovrà ridurre al di sotto dei 2,5 nanogrammi per metro cubo le emissioni di diossina. E giudica \\\"tecnicamente impraticabile\\\" l´ulteriore riduzione del valore limite a 0,4 nanogrammi per metro cubo entro il 31 dicembre 2010. Ma queste due tappe sono state suggerite alla Regione dall´Arpa sulla scorta di uno studio scientifico e da un´analisi di altre esperienze simili nel mondo. La tesi del gruppo Riva è che il caso Ilva non può essere replicato: lo stabilimento più grande d´Europa sarebbe troppo grande per essere messo a norma nel giro di appena due anni.
(18 dicembre 2008)

da:http://bari.repubblica.it/dettaglio/Diossina-i-nemici-della-legge-Fitto:-Solo-un-attacco-al-governo/1563572?ref=rephp
   18.12.08 @ 12:19:33
Commento di: giarSrosso [ Membro ] Sito Web
QUI DI SEGUITO IL VOLANTINO CHE CONTIAMO DI DIFFONDERE AL PIU' PRESTO:

"CASSA INTEGRAZIONE E AMBIENTE: LA SFIDA

La cassa integrazione iniziata il 1° dicembre nel Gruppo Riva è il sintomo per noi più evidente delle difficoltà che l’economia globale attraversa, con l’incertezza sul futuro che colpisce soprattutto le fasce più deboli della società.
Così è anche per i lavoratori dello Stabilimento ILVA di Taranto che vedranno assottigliarsi i propri salari per periodi e per numero di interessati non ancora definibili. Il 12 gennaio, infatti, oltre agli attuali 2.100 e più, altri 2.200 lavoratori saranno posti in cassa integrazione.
Negli ultimi anni l’ILVA ha realizzato profitti enormi e non è giusto che questa crisi sia scaricata proprio sui lavoratori che di quei successi sono stati artefici!
Se all’ILVA manca questa sensibilità, almeno si attrezzi per il futuro. La forzata stasi produttiva la utilizzi per non farsi trovare impreparata alla ripresa, avviando il processo di eco - compatibilità degli impianti, secondo quanto previsto dalla nuova legge regionale su inquinanti tossici approvata il 16 dicembre.
Questa sfida, quindi, impegna sia la proprietà dello stabilimento, sia le autorità preposte al controllo, affinché migliorino le condizioni di salute e la qualità della vita di chi sta in fabbrica e di chi ne vive al di fuori.
L’Associazione per la Sinistra, perciò, si sente impegnata e si mobiliterà affinché vengano salvaguardati diritto al lavoro e diritto alla salute e chiama all’unità tutti coloro che sentono propria questa battaglia."
Pubblicato da Gianfranco Murri a 12.12
   24.12.08 @ 01:13:24

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